Amacà. Invito al viaggio

 

Amacà è una residenza rivolta ad artisti e operatori del settore dell’arte e della cultura con i quali GTT-Giusto il tempo di un tè ha trovato territori di incontro.

Amacà si è svolto nell’arco di tre giorni e due notti, dal 30 novembre al 2 dicembre, in collaborazione con LAN-Laboratorio Architettura Nomade, nella sua sede dell’Ex-Lanificio, in piazza Enrico De Nicola, a Napoli.

Gli artisti sono stati invitati a partecipare a un campeggio inteso come contesto artificiale, vacanza laboriosa che induce a soffermarsi sui bisogni primari, quali il sonno, i pasti, la creazione di un giaciglio, a partire dall’esperienza di convivenza e dal rapporto con lo spazio, secondo il personale approccio alla materia, alla gestione delle necessità e all’azione.

Il laboratorio si è soffermato sul grado zero della condivisione, con l’intento di dare occasione di sviluppo a quelle risorse che possono assumere maggiore valore se poste in connessione.

A conclusione dei tre giorni, domenica 2 dicembre, Amacà ha ricevuto i suoi ospiti per un tè, occasione per parlare dei motivi che hanno indotto GTT a trovare in una residenza artistica la formula per ricollocare il proprio metodo laboratoriale.

Hanno partecipato ad Amacà:

Hirotsugu Aisu, Illen Aria, Alessandro Armento, Antonella Barbato, Luciana Berti, Gianmarco Biele, Elisa Bochicchio, Claudia Chirianni, Erika De Gennaro, Luisa de Donato, Simone Esposito, Viviana Marchiò, Marco Mattiacci, Valerio Mattiacci, Domenico Sgambati, Mario Francesco Simeone, Antonio Spagnoletti Cirocco, Adriano Ponte, Alexander Valentino, Leone Valentino

SHEN

Shen

di Illen Aria, Giammarco Biele, Andrea Bolognino, Vito Chianca, Vincenzo D’Argenio, Marco Donisi, Luca Gioacchino Di Bernardo, Flaviano Esposito, Matteo Martignoni
progetto a cura di Mario Francesco Simeone
in collaborazione con Luigi De Cicco, Carmine Ranaldo, Gabriele Toralbo, Gianluca Ucci

Galleria E23 – mercoledì, 22 novembre – h.18.00

 

S.H.E.N. è una multinazionale che gestisce e coordina enormi flussi economici e di informazioni la cui potenza è minacciata dalla creazione di un logo che, immesso nel mercato, porterebbe a effetti imprevedibili. Quando il suo Servizio di Hacking e Spionaggio intercetta alcune trasmissioni criptate, si avvia un programma di ricerca capillare, per trovare l’organizzazione anonima che sta lavorando alla creazione del logo, una minuscola cellula dispersa nella corrente del web.
La storia è raccontata esclusivamente attraverso le fonti reperite dal Servizio di Hacking, comprendendo brani di chat reperiti sui social network e sui servizi di messaggistica, recensioni e prenotazioni sui portali di booking, fatture e ordini dai siti di e-commerce, gallerie fotografiche e video caricati su diverse piattaforme di condivisione. Qualunque elemento reperito sulla rete può dare forma alla struttura narrativa, contribuendo allo sviluppo della trama e della ricerca.
Le opere degli artisti in mostra sono i nuclei narrativi della storia di Shen che sono stati disgregati e disseminati assecondando il flusso di informazioni generato nel contesto della realtà virtuale e dei mass media.

Shen 神 è una parola chiave nella cultura cinese, riferita agli ambiti della medicina e della filosofia. Sottoposto nel corso del tempo a diversi cambiamenti grafici, l’ideogramma 神 è attualmente composto da una parte fonetica shēn (甲, spiegare) e dal radicale shì (示, mostrare, indicare), con le due linee orizzontali che rappresentano il cielo e le tre verticali ciò che ne discende. Con tutte le riserve e le incertezze del caso, il termine si può tradurre con “spirito” e indica la radice della forza vitale, che risiede nel cuore e si dirama a tutti gli altri organi. Nei testi medici il significato assume sfumature diverse in base al contesto e alcune volte è riferito allo Yin e lo Yang, oppure, ancora, si allude all’illuminazione e all’intelligenza, con il concetto di Shenming.

La mostra alla Galleria E23 è il primo capitolo.

http://https://www.youtube.com/watch?v=hJx3wZbRfZw

 

Galleria E23 – Via Giovanni Tommaso Blanch 23, 80143 Napoli
mercoledì, 22 novembre – h.18.00

Schermata – 05.04.2016

 

Giusto il tempo di un tè in collaborazione con LAN-Laboratorio Architettura Nomade ha realizzato “Schermata”per raccontare ciò che si compone intorno all’immagine in movimento, individuando modalità immersive di fruizione concreta dello spazio e attivando processi di ibridazione tra i campi semantici del vedere e dell’attraversare. Schermata proporrà frammenti di filmati, documentari e cortometraggi riferiti all’ambito percettivo dello spazio.

Il primo appuntamento è in programma martedì 5 aprile, dalle ore 19.00 alle 21.00, presso il Complesso dell’ex Lanificio Militare in occasione del compleanno di Giusto il tempo di un tè: lo spazio dell’ex Lanificio sarà ibridato con alcuni passaggi di The Cave of Forgotten Dreams, il documentario del regista tedesco Werner Herzog che, sovrapponendo archeologia urbana e preistoria, racconta la storia della Grotta di Chauvet, nella regione dell’Ardèche, in Francia. Nella caverna, rimasta inaccessibile per millenni e riscoperta, nel 1994, dallo speleologo Jean-Marie Chauvet, sono raffigurati circa cinquecento dipinti rupestri risalenti a 32mila anni fa, gli esempi più antichi di arte preistorica. La grotta rappresenta uno spazio di conoscenza e sperimentazione del linguaggio visivo, una sorta di laboratorio millenario del quale l’essenza rimane solo intuibile.

 

In collaborazione con LAN – Laboratorio Architettura Nomade
Con il Matronato del MADRE – Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee

 

 

Match Point – 15.10.2016 / Tre tigri contro tre tigri – Taprobane

In occasione della Giornata del Contemporaneo indetta dall’AMACI, Giusto il tempo di un tè ha realizzato a Castel Sant’Elmo, a Napoli, la performance “Match Point”, nell’ambito del progetto “Tre tigri contro tre tigri – Taprobane”, dedicato alla comunità srilankese presente a Napoli.

Per “Match Point”, Giusto il tempo di un tè ha coinvolto una squadra di cricket, per proporre sulla Piazza d’armi di Castel Sant’Elmo alcuni momenti del gioco, intersecando la monumentalità del luogo e la stratificazione storica di Napoli con la dinamicità dello sport più diffuso in Sri Lanka.

Fino al 31 ottobre, all’interno del museo Novecento a Napoli, è stato possibile approfondire “Taprobane” il progetto volto alla promozione di relazioni e momenti di incontro tra la comunità srilankese, i cittadini, le associazioni, le istituzioni e i musei di arte contemporanea, attraverso l’ibridazione tra i linguaggi estetici, sociali, culturali e sportivi.

“Match point” è stato realizzato in collaborazione con il Polo museale della Campania e la Direzione di Castel Sant’Elmo – Museo Novecento a Napoli, è stato promosso dall’Accademia di Belle Arti di Napoli e si avvale del Matronato del MADRE – Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee

 

Vedi il film di MatchPoint su Vimeo 

 

 

Comunicato stampa sul sito dell’AMACI , del Polo museale della Campania e del MiBACT – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo